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Venezia 71 - Mostra Internazionale del Cinema

Ilaria Costanzo-6576

Cos'è Venezia, o meglio, il Lido, durante la Mostra del Cinema?

Sono passati 3 anni dall'ultima volta che ci sono stata e l'unico ricordo che avevo era lo studio della programmazione e la corsa da una sala all'altra. Ero ancora una studentessa, ma io e i miei amici lo vivevamo come un lavoro, le giornate volavano tra un film e l'altro e il tempo non esisteva più, ma era scandito dalla durata delle proiezioni. 
Beh, quest'anno ci sono tornata per lavorare, ed è stata una delle esperienze più belle da quando ho iniziato a scattare foto. 
Ero lì chiamata da Fred Film Radio - The festival insider (http://www.fred.fm), e voi vi chiedere: 'Che ci incastra una fotografa con una radio?'. La risposta è: 'I social network!'. Ho scattatato foto durante il loro lavoro nello studio accanto al red carpet, dove ogni giorni avvenivano le dirette sia in inglese che in italiano, nelle quali intervenivano registi, attori, produttori, distributori, rappresentati di film commission ecc. 
Oltre a questo mi è stato proposto di andare sul red carpet, potevo richiedere il pass e per fortuna l'ho fatto, anche se non ero molto propensa perché pensavo di non essere in grado di farcela e che non mi sarebbe piaciuto, e invece è stato il lavoro più spassoso. Voi non potete immaginare cosa significhi salire sul 'palco' dei fotografi.
Quelli non sono fotografi, sono iene! Passare da lì significa infilarsi nella fossa dei leoni, e solo i più forti ne escono vincitori, il resto soccombe. Il resto in questo caso sono le veline, le starlettes, le modelline, e via discorrendo, che non hanno assolutamente idea di cosa sono in grado di dire i fotografi ad ogni loro passo.
Il primo giorno ho riso per tutto il tempo, tra il divertito e l'allibito, poi ho capito che tutti quelli che gridavano dietro a chi di passaggio in quel momento, devono farlo perché i giornali richiedono un certo tipo di foto e la vendita è strettamente dipendente da quella tipologia.
Io ho avuto la fortuna di essere stata lasciata libera di 'interpretare' il red carpet come desideravo, e per questo ringrazio infinitamente per la fiducia che hanno riposto in me i ragazzi di Fred. Credo che non sarei stata capace di scattare immagini patinate da copertina, ma spero di aver fatto un lavoro un po' diverso da quello che si vede di solito in queste circostanze. 
Ho imparato tanto da questa avventura, ho visto lavorare diverse tipologie di professionisti e ho cercato di apprendere qualcosa da ognuno di loro. 

Tornando alla domanda iniziale: 'Cos'è Venezia 71?' 
E' camminare a passo svelto da una parte all'altra, mostrare un numero incalcolabile di volte il badge, salire un numero altrettanto incalcolabile di scale, è la gente già dal mattino davanti al red carpet, è l'urlo delle ragazzine (e non solo) per un autografo, è l'attesa alla darsena dell'Excelsior o sul red carpet, è il grido del fotografo al tuo lato che non ti aspetti, è la risata fragorosa per una delle tante battute dei colleghi, è un computer subito acceso per aggiornare i social, è uno spritz alla sera tra un red carpet e un altro, è la confidenza con la tua macchina fotografica che alla fine diventa parte integrante del tuo corpo, è l'afa e la pioggia, è un panino al volo a un orario che non segue più gli standard ma che mangi quando hai tempo, è parlare in inglese anche quando sei con gli italiani perché così tutti capiscono, è aprire gli occhi e parlare subito in inglese (cosa più complicata prima del caffè) perché la tua coinquilina è londinese, è fare tardi con gli amici commentando la giornata e i film (che io non ho visto ma di cui ne ho sentire parlare così tanto che è come se li avessi visti), è la finestra dall'ufficio sul lido, l'aperitivo con un'amica sulle rocce del pontile, è chili di botulino sulle facce di 30enni che sembrano 40enni rifatte, è sorrisi e risatine sciocche, è sguardi penetranti tra i flash, rughe marcate, minigonne, spacchi, tacchi, ore di trucco, carovane di invitati che sembrano gruppi vacanze a passeggio sul red carpet, è un quantità di selfie indescrivibile, è un surfista che passa davanti al Palazzo del cinema scalzo e con la muta, è l'imbarazzo di alcune bravissime attrici davanti ai fotografi, è la scaltrezza e la (fin troppa) disivoltura di altre, è l'empatia per l'impaccio delle prime e il mio imbarazzo per le seconde, è tutto questo e anche di più...
Il prossimo anno venite a viverlo, merita davvero! 

 

 

Ferrocarril

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Ferrocarril is a fantastic project that, for a fortuitous series of meetings, I learnt about the last September. 
I was in Montefiore Conca, in an artistic residence with some friend of mine, and there I met Luca Ronga e Umberto Giovannini, the 'minds' behind Ferrocarril. When they started to explain the project, I immediately felt that I had to join them...after two weeks I bought the ticket and now the moment to take off has come! 

There is a blog updated almost every day. You can read about the experience in Argentina, here: http://www.ferrocarril.it

See you at the end of January

Facewall - Il futuro è negli occhi di chi guarda

facewall

What Facewall is? Is a new project, that has been ideated by the theatrical director Cristina Pezzoli, with the colaboration of the actor Shi Yang Shi, the Spazio Compost, the online portal Pratosfera, and Riccardo Goretti that found out the idea of 'flags'.
Nowadays Prato is the city that in Europe melts the highest number of 'foreign' people. That creates, at the same time, some problem, but also an incredible resource. 
The project will try to show how many wanderful relationship this melting pot created. 

You can find out other information on those websites:

www.facewallprato.it

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Written on 20/04/2015, 19:14 by ilaria
workshop-di-fotografia-di-scena-in-collaborazione-con-fabbrica-europa-xxiiWorkshop di Fotografia di scena in collaborazione con Fabbrica Europa XXII - apertura iscrizioni   Firenze, dal 14 al 17 Maggio + 1 ulteriore sessione fotografica (da decidere nella settimana successiva a seconda della disponibilità degli...

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